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Enrico Nannetti, detto Nano La Rana, avaro manager, noto e famigerato per i biblici tempi di risposta negli scambi e per la ferrea tendenza a ipervalutare qualsiasi giocatore della propria squadra. La squadra di recente in realtà è retta dalle intuizioni dei DS Brando & Ginevra


Il Real Madrink è la dimostrazione scientifica che si può amare il fantacalcio senza avere alcuna intenzione di lasciare la Serie B. Da quando è entrato nel Fantagaggia in modo roboante strapagando Eriksen, il Real Madrink ha sviluppato una straordinaria tradizione: retrocedere con impressionante regolarità, interrompendo la serie soltanto in una o due memorabili stagioni, probabilmente frutto di un errore statistico. Alla guida del club c’è Enrico Nannetti, ex calciatore, appassionato di scommesse e noto Zuccone. Dopo essersi distrutto una gamba più volte sui campi da gioco, oggi continua a rompere… soprattutto la pazienza degli altri presidenti durante le trattative.
Il Real Madrink è la dimostrazione scientifica che si può amare il fantacalcio senza avere alcuna intenzione di lasciare la Serie B.
Da quando è entrato nel Fantagaggia in modo roboante strapagando Eriksen, il Real Madrink ha sviluppato una straordinaria tradizione: retrocedere con impressionante regolarità, interrompendo la serie soltanto in una o due memorabili stagioni, probabilmente frutto di un errore statistico.
Alla guida del club c’è Enrico Nannetti, ex calciatore, appassionato di scommesse e noto Zuccone. Dopo essersi distrutto una gamba più volte sui campi da gioco, oggi continua a rompere… soprattutto la pazienza degli altri presidenti durante le trattative. in particolare quella del povero Presidente del Negrita, costretto piu’ volte agli psicofarmaci a causa delle attese interminabili per aver risposta (Sucic?)
È universalmente conosciuto come “La Rana”.Non per il salto, ma per la straordinaria capacità di fare offerte minuscole e pretendere cifre principesche a prescinder per i propri giocatori.
La filosofia di mercato del Real Madrink è semplice:
Il giocatore è forte? Vale una fortuna.
Il giocatore è scarso? “Eh ma esplode l’anno prossimo…” quindi vale una fortuna.
Si è rotto il crociato? Occasione irripetibile, vale una fortuna.
Gli hanno amputato entrambe le gambe? “L’ho pagato tanto…”, quindi vale comunque una fortuna.
In compenso, quando compra dagli altri, il principio è esattamente opposto:
“Ti do 7 crediti… e sto già facendo un sacrificio.”
Ogni trattativa con il Real Madrink dura mediamente più di un calciomercato vero. Non perché Enrico stia riflettendo: semplicemente risponde ai messaggi WhatsApp con i tempi geologici delle ere glaciali. Quando finalmente compare la doppia spunta blu, il giocatore nel frattempo ha già cambiato squadra, procuratore e continente.. a volte si è ritirato e sta già allenando.
Fuori dal fantacalcio lavora in Coca-Cola, motivo per cui nella sede del Real Madrink le lattine non mancano mai. Accanto a lui c’è il vero direttore sportivo della società, Brando, magnifico golden retriever, probabilmente l’unico membro della dirigenza disposto ad ascoltare offerte sensate.
La vera mascotte del club, però, è la piccola Ginevra, autentico tesoro della famiglia e tifosa numero uno del Real Madrink, che riesce nell’impresa impossibile di mettere d’accordo tutta la Lega.
Il Real Madrink continuerà probabilmente a frequentare la Serie B ancora per molti anni. Ma una cosa è certa: nessuno riuscirà mai a comprare un suo giocatore a un prezzo ragionevole. Mai. Neanche se manca solo la firma del chirurgo ortopedico.