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Mirco Rhino Benelli, colonna portante della Lega, gestore assoluto dei calcoli e dell’aggiornamento rose. Facinoroso e combattivo come i più temibili rinoceronti, grande castigatore dei Lorenzi e triumviro del Club del frullo


Dal 2010 Mirco Benelli è uno dei pilastri della Fantagaggia e uno dei fondatori della famigerata “Banda del Frullo”, la corrente di presidenti convinti che un mercato chiuso sia semplicemente un problema burocratico. Insieme alla Lokomotiv Casteldebole e al Negrita FC forma il triangolo delle Bermude degli scambi: ogni giocatore è cedibile, ogni telefonata è una trattativa e ogni “no” è solo il punto di partenza della contrattazione. Per anni è stato il motore organizzativo della Lega, occupandosi di classifiche, conteggi, rose e di tutta quella montagna di lavoro invisibile che permette alla Fantagaggia di funzionare.
Dal 2010 Mirco Benelli è uno dei pilastri della Fantagaggia e uno dei fondatori della famigerata “Banda del Frullo”, la corrente di presidenti convinti che un mercato chiuso sia semplicemente un problema burocratico. Insieme alla Lokomotiv Casteldebole e al Negrita FC forma il triangolo delle Bermude degli scambi: ogni giocatore è cedibile, ogni telefonata è una trattativa e ogni “no” è solo il punto di partenza della contrattazione.
Per anni è stato il motore organizzativo della Lega, occupandosi di classifiche, conteggi, rose e di tutta quella montagna di lavoro invisibile che permette alla Fantagaggia di funzionare. Se oggi la Lega esiste da oltre trent’anni, una parte del merito è sua… e un’altra parte delle colpe ricade sulle interminabili discussioni con Lorenzo della WC Globbova e, quando serve, con Andrea della Lokomotiv.
A prima vista sembra la persona più tranquilla del mondo. Pacifico, disponibile, sempre pronto alla battuta. Poi succede qualcosa. Nessuno sa cosa. Un regolamento interpretato male, un voto discutibile, una provocazione di Lorenzo. Ed ecco che partono i leggendari “cinque minuti”: Mirco si trasforma in un rinoceronte in piena carica. Brontola, protesta, sbuffa, incorna chiunque si trovi nel raggio d’azione e difende la propria tesi come se davanti ci fosse il TAS di Losanna anziché una chat WhatsApp sul fantacalcio. Dopo dieci minuti, però, è già tornato tranquillo come se nulla fosse successo, mentre gli altri stanno ancora raccogliendo i pezzi.
Il suo bersaglio preferito? Lorenzo. Una rivalità talmente consolidata che ormai basterebbe metterli nella stessa stanza per aprire automaticamente un dibattito di tre ore.
Sul mercato, invece, è semplicemente pericoloso. È riuscito a vincere diversi Scudetti partendo da rose che sembravano destinate alla metà classifica, smontandole e rimontandole attraverso una quantità indecente di scambi. Ha un fiuto eccezionale per i giocatori destinati a esplodere, non ha alcun timore di spendere montagne di crediti quando si fissa con un obiettivo e, cosa ancora più rara, vende quasi sempre a prezzi onesti. Per questo tutti trattano con lui… salvo poi accorgersi qualche mese dopo che, come al solito, il vero affare l’ha fatto Mirco.
Con lui il mercato non dorme mai. Il telefono è sempre acceso, le trattative sono infinite e l’unica certezza è che, prima o poi, riceverai un suo messaggio.
Perché Mirco vive secondo due principii:
“Uno scambio si può sempre fare.”
” Un corno è per sempre. “