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Vecchie Glorie · Lega Fantagaggia

Gianluca Cattani, bancario e interista, ha amministrato la Salsiccia Canina applicando un principio sconosciuto a buona parte dei colleghi: i crediti si possono anche conservare. Pericoloso negli scambi, capace di spendere pesantemente senza ritrovarsi a vendere gli arredi della sede, ha collezionato trofei e mantenuto i conti in ordine, attirandosi il comprensibile fastidio di chi non riusciva a fare nessuna delle due cose. Ha lasciato il campionato, ma è rimasto nella chat: evidentemente anni di frequentazione non gli sono bastati per capire con chi aveva a che fare.



La società debutta nel 2001 come Sotomajor, già guidata da Gianluca Cattani, e chiude la stagione 2001–2002 al secondo posto con 38 punti. Dal 2002–2003 compare come Salsiccia Canina: stesso presidente, stessa società, un nuovo nome destinato a lasciare il segno.
La Salsiccia Canina deve il proprio nome a Jerry, incrocio dorato tra bassotto e volpino, molto cicciottello e dotato di un apparato digerente progettato per lo smaltimento industriale delle fiorentine. Primo cane della compagnia, era benvoluto da tutti e particolarmente disponibile a stringere amicizia con chiunque avesse della carne nel piatto.
Alla guida della società, Gianluca Cattani ha costruito una delle realtà più vincenti del Fantagaggia, con grande soddisfazione personale e crescente irritazione della concorrenza. I colori erano nerazzurri, ma sul bilancio il rosso era scarsamente tollerato.
La Salsiccia partecipava attivamente al mercato e non aveva problemi a mettere sul tavolo anche i pezzi più importanti. Un campione poteva partire, un altro arrivare e una montagna di crediti cambiare proprietario. A fine operazione, però, Gianluca riusciva generalmente ad avere ancora una squadra forte e qualcosa in cassa. Un comportamento considerato poco rispettoso dai presidenti che, con la stessa quantità di trattative, ottenevano una rosa peggiore e un’emergenza finanziaria.
Aspettare che fosse costretto a svendere era quindi una strategia poco produttiva. Mentre altrove si cercavano disperatamente crediti per arrivare all’asta senza l’intervento della Protezione Civile, alla Salsiccia si poteva ancora scegliere chi comprare. E spesso, dopo aver comprato, si vinceva pure. Tanto valeva chiedergli direttamente di smetterla.
Alla fine Gianluca ha lasciato il campionato, concedendo agli avversari qualche possibilità in più di portare a casa un trofeo. È però rimasto nella chat della Lega, dove può continuare a osservare operazioni che nessun istituto di credito approverebbe, nemmeno sotto minaccia.
Il Jerry Stadium conserva il nome del vero ispiratore della società: uno che, davanti a una costata, non ha mai chiesto contropartite, conguagli o tempo per riflettere.