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Stemma della Nutella FC, fondazione 1993

Vecchie Glorie · Lega Fantagaggia

Nutella FC

Fondazione
1993
Stadio
Gaucho Toffoli Arena

Il Presidente

Alessandro Chiarini, presidente della Nutella FC, nel suo laboratorio fra ingegneria e musica

Alessandro Chiarini

Alessandro, per tutti Ale, appartiene alla mitica sezione D del Liceo Minghetti: la stessa di Andrea, Marco Machiavelli e Paolo Vitale. Una classe dalla quale sono usciti professionisti capaci, amicizie durature e una lega di fantacalcio che continua a compromettere la tranquillità dei suoi fondatori.

Ingegnere biomedico di grande talento, Ale ha lavorato per importanti multinazionali e firmato brevetti. Un geniaccio vero, capace di risolvere problemi che gli altri faticano perfino a capire. Anche al basso se la cava parecchio: ama l’heavy metal e soprattutto i Metallica. Il rumore non lo spaventa. Le notifiche con le proposte di scambio, invece, hanno dimostrato di poter abbattere anche le strutture più solide.

Nel suo curriculum figura inoltre un leggendario viaggio tra Scozia e Inghilterra con i presidenti di Globova e Mac.a.c.o: dieci giorni, zaino sulle spalle e il programma rilassatissimo di vedere tutto il Regno Unito correndo come disperati. Un viaggio della speranza, soprattutto quella di potersi finalmente sedere. Secondo una teoria mai smentita, fu proprio questa esperienza, unita all’assedio del calciomercato, a dare il colpo di grazia alla sua resistenza fantacalcistica.

La maglia

Kit Nutella FC bianco e rosso con dettagli oro e marrone

Lo Stadio — Gaucho Toffoli Arena

Gaucho Toffoli Arena: esterno
Esterno
Gaucho Toffoli Arena: interno
Interno

La storia — Nutella FC

La Nutella FC nasce nel 1993 ed è una delle società fondatrici del Fantagaggia. Le sue origini affondano fra i banchi della sezione D del Liceo Minghetti, insieme a quelle della Mac.a.c.o di Marco Machiavelli e del Banco Vitaloniano di Paolo Vitale. Prima compagni di classe, poi avversari: evidentemente interrogazioni e verifiche non fornivano abbastanza occasioni per soffrire.

Per una decina abbondante d’anni, forse quindici, Ale ha costruito squadre forti e ricche di talento. Baggio, Zola e, negli ultimi anni, anche Kaká raccontano il gusto per la qualità. Ma sapeva individuare pure giocatori come Branca, gente che poteva spiegare il proprio acquisto direttamente con i gol.

Il punto debole erano i sudamericani dai nomi esotici. Bastava un nome sufficientemente brasiliano per far intravedere un fenomeno. Talvolta arrivava un campione; altre volte arrivava Gaucho Toffoli, bidone di proporzioni tali da meritarsi, a distanza di anni, uno stadio. Alla Gaucho Toffoli Arena il suo nome domina finalmente la scena: un rendimento che in campo non gli era mai riuscito.

Ale, però, non amava gli scambi. Costruiva una bella squadra e avrebbe anche voluto tenersela, pretesa giudicata francamente irragionevole dal resto della Lega. Con l’avvento dei messaggi, le trattative cominciarono a raggiungerlo ovunque. Fra offerte incessanti e marce forzate britanniche, a un certo punto scelse la pace.

La Nutella lasciò il campionato ed entrò nelle Vecchie Glorie. Ale continuò a dedicarsi a ingegneria, brevetti e musica: attività impegnative, ma nelle quali almeno nessuno gli scriveva a mezzanotte per chiedergli Baggio in cambio di tre riserve.

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