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Vecchie Glorie · Lega Fantagaggia

Sgullerio è un ingegnere informatico, esperto di cripto e nomade digitale. Intelligente, curioso e parecchio sgamato, ha girato mezzo mondo portandosi dietro ciò che gli serviva per lavorare: un computer, una connessione e la capacità di capire le cose prima che gli altri avessero finito di formulare la domanda. Per lui cambiare paese è una possibilità concreta; per molti presidenti del Fantagaggia è già complicato cambiare modulo.
Al tavolo del mercato portava lo stesso gusto per il ragionamento. Poche operazioni, valutazioni attente e una sana diffidenza verso chi presentava uno scambio disastroso come un’occasione irripetibile. Mentre gli altri vendevano, ricompravano e telefonavano per annullare tutto, Sgullerio preferiva fare due conti. Poi, eventualmente, anche l’affare.
Il suo antagonista più irriducibile non sedeva però a un’altra scrivania: era Jerry, il cane che ha dato il nome alla Salsiccia Canina. Appena lo vedeva, scattava una raffica di abbai senza possibilità di trattativa. Nessuna mediazione, nessun conguaglio: Jerry aveva espresso il proprio giudizio e non accettava repliche.
Dalla parte del presidente c’era Romeo, gatto arancione e mascotte del CSKA, specializzato nei tentativi di fuga all’apertura della porta. Un evasore pieno di iniziativa, tradito regolarmente dal campanellino al collo: ottima strategia, pessima discrezione. Il sogno di libertà del presidente aveva trovato un interprete felino decisamente rumoroso.
Fra gli amici storici c’è Fabio, anche lui ingegnere informatico, ribattezzato “McCallan”: con il passare degli anni usciva talmente poco da sembrare un whisky lasciato sette anni in casa a invecchiare. Sgullerio accumulava timbri sul passaporto, Fabio affinava il bouquet domestico. Due modi molto diversi di intendere il tempo ben speso.



Il CSKA Casteldebole entra nelle classifiche della Lega nel 1996–1997: il 1996 è quindi l’anno di fondazione riportato nella sua scheda. Rossoblù, legato a Casteldebole e rappresentato da Romeo, è una società che ha preferito contare le mosse anziché moltiplicarle.
La gestione di Sgullerio era tendenzialmente conservatrice: gli scambi si facevano, ma senza sentire l’obbligo di smontare la rosa ogni volta che squillava il telefono. Fiuto, pazienza e calcolo erano le basi del progetto. Nel Fantagaggia, dove l’impazienza può diventare un modello organizzativo, una simile condotta aveva qualcosa di provocatorio.
I risultati arrivarono. Nella stagione 1999–2000 il CSKA conquistò lo Scudetto e la Supercoppa; nel 2002–2003 aggiunse la Coppa di Lega. Una bacheca con un esemplare di ciascun trofeo: il presidente aveva evidentemente previsto una collezione ordinata, senza rinunciare a nessuna categoria.
L’albo registra anche quattro retrocessioni. La prudenza, insomma, non garantiva rendimenti costanti: qualche stagione finiva bene, altre avrebbero meritato un ripristino del sistema. Restano però tre trofei veri e un’identità precisa, costruita senza partecipare a ogni frenesia collettiva del mercato.
Il CSKA Casteldebole Stadium celebra questo piccolo universo: colori rossoblù, richiami a Bologna, Romeo sugli stendardi e Fabio in veste di monumento alla maturazione in botte. Un impianto dove il presidente può collegarsi da qualunque parte del mondo, purché qualcuno controlli la porta quando passa il gatto.
Oggi il CSKA occupa il suo posto fra le Vecchie Glorie: una squadra di ragionatori, un presidente con il mondo a portata di computer e una mascotte che avrebbe preferito averlo a portata di zampa. Per ricordarlo basta un tintinnio.